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Il dibattito su cosa definisca un “classico” è antico quanto il gusto umano. C'è chi dice che sia il tempo a deciderlo, chi la ripetizione, chi il consenso. Noi pensiamo che possa definirsi classico un oggetto che smette di dipendere dal tempo. Alcune borse nascono e restano. Non per nostra scelta, fanno tutto da sole; come quei ricordi che non svaniscono, quegli incontri che cambiano la direzione di una vita. Ognuna porta con sé una storia sedimentata nel tempo: un sogno, una donna, un'emozione che non si è lasciata archiviare. Le abbiamo viste evolvere, cambiare pelle, scoprire nuove versioni di sé, ma non abbiamo mai smesso di riconoscerle.

Classici perché continuano ad accadere.

Ariel — borsa scultura in metacrilato colorato Benedetta Bruzziches
“Che forma ha un’idea?”

ARIEL

Non riuscirei a spiegare in cosa ero diversa. Ho sentito il mio corpo riacquisire una memoria lontana, impadronirsi di una libertà inedita ma familiare. Ho percepito un potere fluire tra le membra e suggerirmi gesti antichi e nuova consapevolezza. Ho guardato dentro me, infine. Ho visto il profilo di una Regina affiorare sull'acqua che mi specchiava. Ariel è un talismano che sa riportare in superficie la Regina che vive dentro ogni donna. La sua forma incoraggia chi la impugna ad assumere una postura regale. Una bolla d'aria e di colore che è il risultato della scultura e della levigatura di pannelli di metacrilato colorato, incollati e stratificati l'uno sull'altro a formare un solo blocco. La maestria di Nando (uno dei primi artigiani a lavorare il metacrilato per farne oggetti d'arte) le fa assumere quella forma aerea, organica. E solo una delicata e accorta lucidatura finale ne rivela le sorprendenti sfumature, donandole alla luce che le attiva e ne rende visibili le trasparenze.

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Venus — pochette in rete di cristalli cuciti a mano Benedetta Bruzziches
“Venus non poteva essere disegnata”

VENUS

Accolgo l'amore che mi attraversa come un'onda che rotola, si frange sulla roccia e spuma. Come un acquazzone che fuma, ribolle e feconda la terra arsa. Come un profumo che sale dal mare, spande e satura l'aria d'intorno. Così il mio corpo rinasce in Venere. Questa pochette è un omaggio alla dea dell'Amore e della Bellezza e al magico momento in cui ogni donna, che ama ed è riamata, si trasforma. Dalle forme morbide e ondulate, Venus è realizzata con una rete di scintillanti cristalli cucita a mano con la stessa attenzione che si dedicherebbe a un gioiello.

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Mame Weekend — borsa classica Benedetta Bruzziches ispirata a Zia Mame
“Vivi! Vivi! Questo è il messaggio!”

MAME

Mame è la borsa che arriva nelle stanze come una donna che sa di non dover chiedere permesso. Omaggio alla protagonista del romanzo Zia Mame di Patrick Dennis, icona di libertà e anticonformismo, che ci ha insegnato che i limiti esistono solo per essere spostati un po' più in là. Mame Weekend è lei, nella sua forma più teatrale. Eccessiva e perfetta, come chi sa che la bellezza non arriva mai in silenzio. È sognata per accompagnare le fughe senza orari e i ritorni pieni di storie, quelle giornate che iniziano con un caffè e finiscono con un bicchiere di troppo. È la borsa che contiene tutto: abiti, racconti, piccoli eccessi e grandi possibilità. È morbida, viva, inaspettata. Come quella zia fuori dagli schemi che tutti avremmo voluto avere, o essere.

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Lucia — clutch in cristalli cuciti a mano Benedetta Bruzziches, ispirata alla luce
“Fatta di luce e poco più”

LUCIA

C'è un istante in cui i pensieri perdono la consistenza d'ombra che li appesantisce e si librano leggeri, acquistando poco a poco luce e colore. Così deve esser sembrato l'istante prima del bagliore da cui è nato l'Universo. Lucia è leggera e insieme potente come un'idea appena nata. La luminosa trama di morbide catene di cristalli si lega delicatamente a una sottilissima cornice d'ottone, intenta a catturare e restituire la magia della luce delle cattedrali cistercensi al solstizio, quando ogni cosa è un incessante divenire di luce che reinventa il mondo. Un miracolo di leggerezza che porta il nome del maestro italiano che l'ha plasmata.

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Serena — tote bag in pelle artigianale Benedetta Bruzziches
“Essere Serena è un’attitudine”

SERENA

Nel 1754, lo scrittore inglese Horace Walpole coniò il termine “serendipità”, ispirandosi al racconto persiano I tre principi di Serendippo. La storia narra di principi che, grazie all'acume e all'osservazione attenta, facevano scoperte preziose mentre cercavano altro. Serena è quella scoperta: quella che fai mentre stai cercando qualcos'altro. Una tote-bag che si presenta come un'alleata fedele per la donna moderna, un luogo per contenere la sua parte interiore più intima. Serena è un oggetto che esprime la semplicità con la quale affrontiamo la malinconia odierna, senza darle troppo peso. Essere “Serena”, dopotutto, è una virtù.

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Cabaret — clutch rigida in ottone con fiocco trompe l'oeil Benedetta Bruzziches
“Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi.”

CABARET

Cabaret nasce come una dichiarazione d'amore e prende il nome dalla tipica confezione di dolci condivisa dalle famiglie durante i pranzi domenicali. Ispirandosi a Gian Lorenzo Bernini, la designer ha realizzato personalmente la scultura in gesso necessaria alla produzione dello stampo di questa speciale clutch rigida. Realizzata in ottone stampato, lucidato e sormontato da un fiocco intrecciato dall'effetto trompe l'oeil, Cabaret è un vero gioiello prodotto interamente in toscana e sapientemente foderato con un lucente raso di seta.

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